Queste sono le tappe che rendono Molfetta una sorpresa sul mare Adriatico
- Borgo antico con viuzze, Piazza Municipio, Sala dei Templari e Palazzo Giovene.
- Duomo di San Corrado e Cattedrale di Santa Maria Assunta, due edifici religiosi molto diversi.
- Porto e lungomare ideali per una passeggiata al tramonto e per osservare la tradizione marinara.
- Pulo di Molfetta, dolina carsica a circa 1,5 chilometri dal centro, con importanti tracce archeologiche.
- Una giornata completa richiede scarpe comode, controllo degli orari dei musei e attenzione alla ZTL.
Il borgo antico si visita a piedi e senza fretta
Io inizierei da Piazza Municipio, nel cuore della città vecchia. Da qui si entra in un dedalo di strade strette, palazzi in pietra chiara e scorci improvvisi sul porto. Il centro ha una pianta raccolta e in gran parte è facilmente percorribile a piedi, ma il pavé e alcuni passaggi irregolari richiedono scarpe più pratiche che eleganti.
Piazza Municipio e la Sala dei Templari
Palazzo Giovene, oggi sede comunale, è uno degli edifici più riconoscibili della piazza. Accanto si trova la Sala dei Templari, testimonianza medievale legata alla lunga storia commerciale e religiosa della città. Non la considererei una semplice tappa da fotografare: è proprio qui che si percepisce il rapporto tra Molfetta, i pellegrinaggi e le rotte del Mediterraneo.
Proseguendo verso il mare si incontra Palazzo Dogana, affacciato sulla Banchina Seminario. Anche quando non è possibile visitare gli interni, la sua posizione racconta bene la funzione originaria del borgo, nato e cresciuto intorno alle attività portuali. Il momento migliore per attraversare questa zona è il tardo pomeriggio, quando la luce rende più calda la pietra degli edifici.
Le chiese che raccontano la storia di Molfetta
Il Duomo vecchio di San Corrado
Affacciato sul porto, il Duomo di San Corrado è il monumento che metterei in cima alla lista. Costruito tra il XII secolo e la fine del Duecento, è un notevole esempio di romanico pugliese, riconoscibile per le forme massicce e le caratteristiche coperture a piramide.
La sua bellezza non dipende da decorazioni ridondanti, ma dal rapporto tra architettura, mare e spazio urbano. Entrando, si capisce perché questa chiesa sia così importante per la memoria locale. Consiglio di osservarla prima dall’esterno, dalla zona portuale, e poi di visitarla con calma.
La Cattedrale di Santa Maria Assunta
La cattedrale attuale è diversa per epoca e atmosfera. Edificata insieme al collegio dei Gesuiti e completata nel Settecento, presenta un’impronta barocca e conserva le reliquie di San Corrado di Baviera. All’interno meritano attenzione la tela dell’Assunzione attribuita a Corrado Giaquinto e alcuni oggetti legati a don Tonino Bello.
Il confronto tra il Duomo vecchio e la cattedrale è particolarmente interessante. Il primo parla di una città medievale, raccolta intorno al porto; la seconda mostra la crescita urbana e religiosa di Molfetta nei secoli successivi.
La Basilica della Madonna dei Martiri
Fuori dal nucleo più compatto del centro si trova la Basilica della Madonna dei Martiri, legata alla devozione dei marinai e alla storia delle Crociate. Le sue origini risalgono al XII secolo, anche se l’edificio ha subito importanti trasformazioni nel corso del tempo.
La inserirei nell’itinerario se si dispone di almeno mezza giornata o se si viaggia in auto. A piedi richiede un allungamento del percorso, mentre con un breve tragitto urbano diventa una visita semplice. Come per tutte le chiese, gli orari possono cambiare in presenza di celebrazioni, quindi conviene evitare di arrivare durante le funzioni.
Porto e lungomare mostrano l’anima più autentica
Molfetta non è soltanto una città di monumenti. Il porto peschereccio, con le barche, le banchine e le attività quotidiane, è ancora parte della vita cittadina. Una passeggiata lungo il waterfront permette di vedere una Molfetta meno costruita per i visitatori e più fedele alla propria identità.Io sceglierei la zona del porto per una camminata lenta, senza trasformarla in una semplice caccia alla fotografia. Al mattino si avverte maggiormente il legame con la pesca, mentre al tramonto il panorama diventa più suggestivo, soprattutto guardando verso il Duomo di San Corrado.
Chi arriva aspettandosi una località balneare simile alle grandi mete estive pugliesi potrebbe rimanere sorpreso. La costa offre accessi al mare, spiagge libere e lidi, ma in diversi punti prevalgono scogli e tratti urbani. Per una giornata dedicata esclusivamente alla balneazione sceglierei con attenzione il tratto di costa e verificherei in anticipo servizi, fondale e condizioni del mare.Il Pulo e i musei aggiungono profondità alla visita
Il Pulo di Molfetta
A circa 1,5 chilometri dal centro si trova il Pulo, una grande dolina carsica formatasi dal crollo di cavità sotterranee. Non è un semplice punto panoramico: il sito unisce geologia, archeologia e storia agricola del territorio.
Qui sono state trovate testimonianze del Neolitico e dell’Età del bronzo. La visita è più interessante se si conosce almeno in parte ciò che si sta osservando, perché la forma della dolina da sola non racconta tutta la sua importanza. Indosserei scarpe chiuse e controllerei prima modalità di accesso, eventuali visite guidate e condizioni del sentiero.
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I musei da scegliere in base al tempo disponibile
| Luogo | Tempo indicativo | Perché visitarlo |
|---|---|---|
| Museo Diocesano | 45-60 minuti | Arte sacra, reperti archeologici e collezioni legate alla diocesi. |
| Museo civico archeologico del Pulo | 45-60 minuti | Ceramiche, strumenti litici e ricostruzioni che aiutano a capire il sito preistorico. |
| Raccolta d’arte contemporanea | 30-45 minuti | Opere di artisti locali e pugliesi, utile per conoscere la Molfetta più recente. |
| Civica Siloteca | 30 minuti | Una collezione insolita dedicata al legno, alle sue lavorazioni e alle sue applicazioni. |
Non tenterei di vedere tutto in una sola giornata. La combinazione più equilibrata, secondo me, è Pulo più Museo Diocesano per chi ama storia e archeologia, oppure centro storico più porto per chi cerca soprattutto atmosfera e fotografia.
Come organizzare una giornata senza perdere tempo
La stazione ferroviaria di Molfetta è servita dai treni regionali lungo la costa tra Bari e Barletta. La città dista circa 25 chilometri da Bari e si raggiunge anche in auto dall’A14, con uscita Molfetta. Per il centro storico, però, l’auto diventa più un problema che un vantaggio.
| Fascia oraria | Attività consigliata |
|---|---|
| Mattina | Duomo di San Corrado, centro storico, Piazza Municipio e Cattedrale. |
| Pranzo | Cucina locale con pesce fresco, cembotte o specialità da forno molfettesi. |
| Pomeriggio | Pulo e Museo civico archeologico, oppure Basilica della Madonna dei Martiri. |
| Sera | Banchina Seminario, porto e passeggiata al tramonto. |
Nel centro storico e in Piazza Municipio è presente la ZTL, quindi conviene lasciare l’auto nelle aree esterne e proseguire a piedi. Gli orari di musei, chiese e visite al Pulo possono cambiare durante l’anno o in occasione di eventi: prima di partire controllerei sempre i canali istituzionali locali.
Per mangiare sceglierei piatti legati alla tradizione marinara, senza fermarmi soltanto alla generica proposta di pesce. Il cembotte, le preparazioni con il pescato locale e alcune focacce ripiene raccontano meglio il territorio. A settembre, intorno alla festa della Madonna dei Martiri, la città acquista inoltre un’atmosfera particolare, ma gli spazi possono essere più affollati e gli orari meno regolari.
La Molfetta da scegliere in base al tuo viaggio
Con poche ore punterei su Duomo vecchio, borgo antico e porto. Con una giornata intera aggiungerei il Pulo e un museo, mentre per un soggiorno più lento riserverei tempo alla Basilica, alla cucina locale e ai paesi vicini della costa barese.
La forza di Molfetta sta proprio nell’equilibrio tra monumenti, mare e vita quotidiana. Non è una destinazione da attraversare di corsa: bastano un paio di deviazioni dalle vie principali per trovare una città più silenziosa, concreta e sorprendentemente ricca.